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Google Ads

Google Ads misurato in ricavi, non in clic

Gestiamo Search, Performance Max, Shopping e Demand Gen con lo stesso rigore con cui scriviamo software: misurazione server-side che non gonfia i numeri, una struttura di account che puoi verificare da solo e la spesa sempre sul tuo account.

Un'agenzia Google Ads gestisce l'investimento pubblicitario di un'azienda nell'ecosistema Google — ricerca, Shopping, YouTube, Display e Performance Max — e risponde del ritorno che genera, non del numero di clic che compra. Il lavoro vero si divide in tre blocchi: la struttura dell'account (come si raggruppano campagne, parole chiave, negative e pubblici perché l'algoritmo ottimizzi sul segnale giusto), la misurazione (che cosa conta come conversione, con quale valore, e se quel dato arriva a Google senza duplicarsi né perdersi nel consenso ai cookie) e la creatività con la destinazione (annunci, feed di prodotto e la pagina su cui atterra il clic). La maggior parte degli account che analizziamo non ha un problema di offerte: ha un problema di dati. Se Google riceve conversioni duplicate, prive di valore economico o incapaci di distinguere un lead qualificato da un form spazzatura, ottimizzerà con grande precisione verso l'obiettivo sbagliato. Per questo partiamo sempre dal tracciamento — GA4 implementato bene, tagging server-side e conversioni importate dal CRM — e solo dopo tocchiamo le campagne. È lo stesso approccio ingegneristico che applichiamo a growth marketing e data analytics: prima rendere il dato affidabile, poi scalare su di esso.

Cosa facciamo

Sei fronti di un account che rende

Ognuno si può attivare da solo. Insieme sono la differenza tra spendere budget e comprare clienti.

Campagne di ricerca

Struttura per intento commerciale, non per prodotto. Ricerca dei termini reali con Search Console e dati di account, liste di negative aggiornate ogni settimana e annunci responsive con asset testati uno a uno, non riempiti a occhio.

Performance Max senza scatola nera

Segmentiamo per margine e famiglia di prodotto invece di infilare tutto il catalogo in una campagna. Escludiamo il traffico di brand perché non si attribuisca vendite che erano già tue, ed estraiamo i report di canale, termine e posizionamento che l'interfaccia nasconde.

Shopping e Merchant Center

Il feed è la campagna. Titoli e attributi ottimizzati per intento di ricerca, feed supplementari per ciò che la piattaforma non esporta, controllo dei disapprovati e dati strutturati coerenti tra scheda e feed.

Demand Gen e YouTube

Acquisizione nella parte alta del funnel con pubblici costruiti sui tuoi dati di prima parte, non su interessi generici. Creatività in più formati e retargeting segmentato per profondità di visita, non per "tutti i visitatori".

Misurazione server-side

Google Tag Manager server-side, conversioni avanzate, Consent Mode v2 e importazione delle conversioni offline dal CRM. Perché Google ottimizzi su opportunità reali, non su form inviati.

Landing page e CRO

Message match tra annuncio e destinazione, caricamento sotto i due secondi e test su ciò che davvero muove la conversione. Una landing lenta fa salire il costo per clic prima ancora che l'utente legga l'offerta.

Quando ci chiamano

Quattro sintomi di un account che perde sangue

Quasi tutti gli account che analizziamo arrivano con una di queste quattro storie. Nessuna si risolve alzando le offerte.

Spende ogni mese e nessuno sa in cosa

Il report arriva pieno di impression, clic e un CPA che non torna con le vendite a gestionale. Di solito è tracciamento duplicato, conversioni senza valore o un'attribuzione che si intesta ordini che sarebbero comunque arrivati.

Performance Max si mangia tutto

Una sola PMax con l'intero catalogo assorbe il budget e mostra un ROAS altissimo. Escludendo il brand e separando per famiglia di prodotto emerge la distribuzione reale e con essa le campagne che portano davvero clienti nuovi.

L'ecommerce non decolla su Shopping

Prodotti disapprovati, titoli ereditati dal gestionale, GTIN vuoti e categorie mappate male. Il feed decide su quali ricerche puoi comparire prima ancora che tu possa fare un'offerta, e quasi nessuno lo tratta come un asset.

B2B con lead che non qualificano

Il costo per form scende, la pipeline non si muove. Senza importare le conversioni offline dal CRM, Google non può distinguere un'opportunità reale da uno studente che fa una ricerca per l'università.

Il tuo account spende di più ogni mese e il ROAS non si muove?

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Misurazione

L'algoritmo vale quanto il dato che gli dai

Le offerte automatiche di Google funzionano bene, ed è esattamente questo il problema: ottimizzano a piena potenza verso ciò che dichiari essere una conversione. Se quel segnale è rotto, la campagna esegue l'errore ad alta velocità e con tutto il budget.

Prima di toccare un'offerta montiamo i quattro pezzi che rendono il segnale affidabile in Europa, con blocchi pubblicitari, ITP e consenso di mezzo. È lavoro di ingegneria, non di gestione campagne, ed è lì che un'agenzia tecnica fa la differenza.

Consent Mode v2

Obbligatorio nello SEE. Implementato bene recupera le conversioni modellate invece di perdere chi rifiuta i cookie.

Tagging server-side

Gli eventi partono dal tuo server, non dal browser. Meno perdite per i blocchi e controllo reale su cosa arriva a Google.

Conversioni avanzate

Dati di contatto di prima parte in hash per riconciliare conversioni che il cookie non riesce più ad attribuire.

Conversioni offline dal CRM

Lo stato reale dell'opportunità torna a Google. Le offerte imparano dalle vendite chiuse, non dai form inviati.

Processo

Dall'analisi allo scaling sul margine

Analisi di account e misurazione

Rivediamo struttura, termini di ricerca, negative, feed e ogni azione di conversione: come scatta, se si duplica, che valore porta e come viene attribuita. Ne esce un report su cosa è rotto e quanto budget se ne sta andando.

01

Prima si aggiusta il dato

Tagging server-side, Consent Mode v2, conversioni avanzate e collegamento a CRM o ecommerce. Finché il segnale non è affidabile non ristrutturiamo niente: ottimizzare su dati sbagliati accelera solo l'errore.

02

Ristrutturare e rilanciare

Campagne raggruppate per intento e margine, brand separato dall'acquisizione, PMax segmentata, feed riscritto e annunci nuovi. Rilancio a fasi per non azzerare tutto l'apprendimento in una volta.

03

Scalare sul margine

Revisione quindicinale su una dashboard condivisa: si amplia ciò che genera margine, si taglia ciò che genera solo traffico. Con spesa e decisioni documentate, così puoi discuterle.

04
Come lavoriamo

Nessuna percentuale sulla tua spesa

Quello che facciamo

  • Lavorare sul tuo account Google Ads, intestato a te e con la tua fatturazione
  • Applicare un fee fisso di gestione, indipendente da quanto investi
  • Sistemare la misurazione prima di proporre di alzare il budget
  • Rendicontare su ricavi, margine o pipeline, non su impression
  • Lasciare la struttura documentata e gli accessi sempre in mano tua

Quello che non facciamo

  • Prendere una percentuale della spesa: premia spendere, non rendere
  • Tenere le tue campagne sul nostro account e consegnarti solo un report
  • Lasciare Performance Max in automatico con dentro tutto il catalogo
  • Presentare come risultato il traffico di brand che avevi già
  • Legarti a vincoli lunghi perché tu non possa fare confronti

Se cerchi qualcuno che alzi le offerte e mandi un PDF a fine mese, ci sono opzioni più economiche. Se vuoi un account che puoi verificare, capire e portarti via, parliamone.

Stack

Gli strumenti che integriamo davvero

Metà di un account Google Ads vive fuori da Google Ads: nel feed, nel CRM e nel contenitore dei tag. Quelle integrazioni le facciamo noi.

Google AdsMerchant CenterPerformance MaxGA4Google Tag ManagerGTM Server-SideConsent Mode v2Search ConsoleLooker StudioBigQueryShopifyWooCommercePrestaShopHubSpotSalesforcePipedriven8nClaude API
FAQ

Domande frequenti

Prendete una percentuale sulla spesa pubblicitaria?
No. Lavoriamo con un fee fisso mensile di gestione, concordato in base all'ampiezza dell'account e al lavoro tecnico che richiede. Il modello a percentuale sulla spesa crea un conflitto di interessi evidente: l'agenzia guadagna di più quanto più spendi, anche quando il modo corretto di migliorare il ritorno è tagliare campagne. La spesa pubblicitaria la paghi direttamente a Google dal tuo account, senza passare da noi.
L'account Google Ads è mio?
Sempre. Lavoriamo sul tuo account con accesso da amministratore, oppure ne creiamo uno nuovo intestato a te se non ce l'hai. Lo stesso vale per Merchant Center, GA4, il contenitore Tag Manager e il progetto BigQuery. Se un giorno smettiamo di lavorare insieme, ti resta lo storico completo, l'apprendimento delle campagne e la documentazione della struttura. Un account pubblicitario con anni di dati è un tuo asset, non del fornitore che lo gestisce.
Usate Performance Max o la evitate?
La usiamo, ma mai nella configurazione di default. Una PMax con dentro tutto il catalogo e senza esclusione del brand finisce per riportare un ROAS spettacolare costruito su vendite che erano già tue. Noi la segmentiamo per famiglia di prodotto e margine, escludiamo le ricerche di brand per misurare l'acquisizione reale, ed estraiamo con degli script i report di canale, termine di ricerca e posizionamento che l'interfaccia non mostra. Ben delimitata rende; in automatico è un buco difficile da verificare.
Quanto budget serve per iniziare?
Dipende molto dal settore e dal costo per clic del tuo mercato, ma esiste una soglia fisica: le offerte intelligenti hanno bisogno di un volume minimo di conversioni mensili per uscire dalla fase di apprendimento, e sotto quel volume la campagna non arriva mai a ottimizzare. Nei settori con CPC basso ci si arriva con poco; in B2B competitivo o in assicurazioni e legale serve parecchio di più. Nell'analisi iniziale ti diciamo, con numeri del tuo mercato, se il budget basta perché Google impari o se conviene concentrarlo su meno campagne prima di allargarlo.
In quanto tempo si vedono i risultati?
I primi risparmi arrivano di solito nelle prime settimane, perché quasi sempre c'è budget che se ne va in termini irrilevanti o in campagne duplicate che si tagliano il primo giorno. Il miglioramento strutturale richiede più tempo: dalle due alle quattro settimane di riapprendimento dopo la ristrutturazione, e un paio di mesi prima di avere storico pulito a sufficienza per decidere con fiducia. Nell'ecommerce il ciclo è breve e si vede in fretta; nel B2B con cicli di vendita lunghi bisogna misurare la pipeline generata fin da subito invece di aspettare le chiusure.
Come incide il consenso ai cookie sulla misurazione in Europa?
Parecchio, ed è la causa di buona parte degli account che misurano male. Consent Mode v2 è obbligatorio nello Spazio Economico Europeo per continuare a usare remarketing e misurazione personalizzata: implementato bene, Google modella le conversioni degli utenti che rifiutano i cookie invece di perderle; implementato male, le tue campagne ottimizzano su una frazione distorta del traffico. Lo combiniamo con tagging server-side e conversioni avanzate per recuperare segnale restando dentro il GDPR, e lasciamo documentati il banner di consenso e il flusso dei dati.
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